E' l'itinerario naturalistico più interessante e singolare della Regione Campania e del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, meta obbligata di quanti si interessano di natura e di orchidee spontanee.

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La Valle
di Nicola Di Novella ~ Farmacista, geobotanico, naturalista – da anni si dedica allo studio della flora selvatica del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano,in provincia di Salerno, con particolare riguardo al censimento ed al monitoraggio delle piante medicinali ed officinali.
Collabora con Istituti Universitari e svolge la sua attività di docente presso le più importanti Scuole Nazionali di Naturopatia.
E' direttore scientifico del Museo delle Erbe di Teggiano e del Museo delle Antiche Coltivazioni di Sassano.

 

 

"Benché molti non solamente antichi, ma anchora moderni, habbiano scritto delle composizioni, delle virtù, e delle prove dei medicamenti; nondimeno, Ario carissimo, noi ci sforzeremo di dimostrarti, che non vanamente, ma con ragionevole studio, e concetto d'animo ci siamo mossi a trattare questa medesima materia. Percioché alcuni di loro ciò non condussero à perfezione, e altri trattarono molte cose, le quali cavarono dall'historia de gli altri".

 

Ho voluto cominciare con le parole di Andrea Matthioli, medico senese del ‘500, per cercare di spiegare la presenza, in un'area interna della Provincia di Salerno, di un Museo dedicato alle Erbe.

L'Italia ha rappresentato da sempre la culla della medicina occidentale e moltissimi sono stati i nostri studiosi greci, romani, barbari, normanni, rinascimentali, che hanno saputo tradurre in pratica terapeutica le loro sperimentazioni e le numerosissime informazioni, che gli scritti greco-orientali del passato avevano loro consegnato.

Le Università di medicina e le relative scuole hanno basato la loro importanza sulla conoscenza delle piante e numerosi rimedi terapeutici di origine vegetale sono stati formalizzati e codificati fino alla prima metàdel XX secolo, tanto che nella farmacopea V Ed. si contavano ancora ben 259 preparazioni di derivazione vegetale,di cui 216 costituite da piante italiane.

Poi il tracollo di questi ultimi cinquant'anni, i viaggi degli studiosi e ricercatori verso civiltà esotiche, la prevalenza della chimica e della fisica sulle altre discipline scientifiche, la natura dell'ambiente nostrano maltrattata, vilipesa e dimenticata e, di conseguenza, la perdita di questo primato.

La riscoperta dell'ambiente nell'ottica di apportatrice di salute e di equilibrio per l'uomo, mi ha stimolato a mettere a disposizione della gente le conoscenze e gli studi da me accumulati dagli anni '70 sino ad oggi.

Ho realizzato questo Museo delle Erbe perché il mondo delle piante potesse di nuovo essere punto di riferimento sia per coloro che si interessano di problematiche ambientali sia per coloro che utilizzano le piante per la cura ed il benessere della persona umana.

Il campo di indagine e quello delle piante spontanee presenti nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, osservate e studiate a 360 gradi: 1963 specie vascolari e quindi circa 1/3 delle piante italiane, distribuite dalle coste marine di Capo Palinuro e Marina di Camerota sino all'altopiano di vetta del Monte Cervati (q. 1899 m).

Nei 181.000 ha. di territorio protetto ho classificato, censito e messo in mostra attraverso un erbario naturale 720 specie, di cui 514 piante officinali e 206 piante prettamente medicinali.

Le piante officinali sono divise in cinque settori di cui: le coloranti e tintorie, le aromatiche, le liquoristiche, le conservanti, le alimentari.

Inoltre le piante per gli usi domestici, per la caseaficazione, per la carpenteria, per la falegnameria, le tessili, quelle di interesse medico-popolare, ed anche una sezione che riguarda le piante della magia e dell'occulto,utilizzate da fattucchiere e maghi del territorio.

E' presente anche una sezione dedicata alla micologia,relativa ai Basidiomiceti ed Ascomiceti.

Questa in breve la parte dimostrativa, mentre la parte più interessante è senza dubbio il settore delle preparazioni e delle formulazioni.

Difatti in via del tutto sperimentale per dare la possibilità ai professionisti che operano nell'ambito delle medicine naturali non convenzionali e delle relative terapie, il Museo è in grado di offrire alla sperimentazione rimedi fitoterapici, aromaterapici, omeopatici e floriterapici di Bach, preparati a partire dalla pianta fresca spontanea, raccolta nel suo tempo balsamico e nel suo habitat naturale, secondo i sistemi di estrazione antichi e moderni, con l'uso di solventi naturali quali l'acqua, il vino, l'aceto, l'olio, l'alcool.

Perché offrire queste preparazioni alla sperimentazione e non al mercato?

E' molto semplice rispondere.

L'uso medico e farmacologico delle piante è basato ancora sui risultati che storicamente queste hanno dato e cioè quando il preparatore raccoglieva la pianta selvatica e la impiegava per la sua azione terapeutica, per cui l'optimum e la sicurezza,secondo il mio modesto avviso, viene offerto ancora dalle antiche preparazioni, utilizzando laboratori di oggi con tutti i crismi della legalità e della igienicità.

Qualora vengano utilizzate piante derivanti da coltivazioni, ritengo che le preparazioni suddette debbano essere prese in considerazione come standard di confronto e di sicurezza.

Il museo è in grado di intraprendere altri protocolli, che potranno essere proposti da altri sperimentatori.

Museo come luogo di sperimentazione, di confronto, di dibattito e di divulgazione scientifica, per il futuro della medicina e per capire meglio il mondo delle piante.

Ecco il significato di un Museo delle Erbe posto in un'area protetta come un parco nazionale e condotto secondo i crismi della più ortodossa deontologia e della più coscienziosa professionalità.

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Anche in Giappone si parla de "La Valle delle Orchidee". Leggi l'articolo.

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