E' l'itinerario naturalistico più interessante e singolare della Regione Campania e del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, meta obbligata di quanti si interessano di natura e di orchidee spontanee.

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Conoscere il Cilento col Museo delle Erbe

Far conoscere la storia del Cilento e del Vallo di Diano attraverso le erbe e le piante.

E’ l’intento con cui è nato nel 1999 il museo delle “Erbe e viridarium” di Teggiano. L’idea di porgere questo tipo di conoscenza, prima di tutto ai cittadini del luogo e poi ai turisti, è stata di Nicola Di Novella.

«All’inizio esponevo le specie di erbe presenti sul nostro territorio - spiega - durante la manifestazione “Alla tavola della principessa Costanza”; era, però, solo una mostra temporanea».

Così, con il passare del tempo, su sollecitazione dei residenti, a Di Novella, con l’aiuto della Pro Loco, è stata offerta la possibilità di creare un museo permanente così da far ammirare in qualunque periodo dell’anno le circa 500 piante autoctone.

Il visitatore che si reca nella struttura di piazza Santissima Trinità a Teggiano può direttamente prendere visione delle collezioni che comprendono una raccolta di erbe per uso medicinale, un campionario di erbe utilizzate per l’uso domestico (per pulire, deodorare, tingere e per la cucina), una scaffalatura con ciotole in terracotta contenenti erbe ed essenze vegetali dell’etnobotanica e della fitoterapia, oggetti in legno realizzati dagli artigiani locali.

«Inoltre - aggiunge lo stesso Nicola Di Novella che è l’attuale responsabile della struttura museale - all’interno è presente anche l’antica spezieria medievale.

E’ una ricostruzione della bottega dello speziale di Diano del 1480: qui sono esposte numerose spezie di origine vegetale, animale e minerale, insieme alle preparazioni dell’epoca. Diversi sono anche gli attrezzi di lavoro e i recipienti, alcuni originali, del XV secolo, altri invece sono stati accuratamente ricostruiti».

Ma l’attento osservatore può anche soffermarsi sulla teca in cui vengono esposte preparazioni moderne di fitoterapia, di aromaterapia, di gemmoterapia, di floriterapia, con tinture madri, olii essenziali e fiori di Bach.

«Il museo - continua Di Novella - è uno spazio dinamico perché le piante parlano a chi vi si reca. Stiamo cercando di allestire, nello spazio aperto retrostante il museo, anche il viridarium; qui saranno messe a dimora piante della flora autoctona del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con particolare riguardo alle specie medicinali coltivate nelle città medievali fortificate, per far fronte alle necessità nutritive e sanitarie nei periodi di assedio».

«Auspico - afferma lo stesso responsabile della struttura museale - che il sindaco di Teggiano Michele Di Candia, che ha già dato la disponibilità di massima, possa mettere a disposizione del museo le sale del Convento della Pietà, il cui restauro è in via di ultimazione, così da avere spazi più capienti e soprattutto costruire un vero e proprio “Orto dei Semplici” dove poter far nascere le piante della zona e farle ammirare all’osservatore non solo nella loro fase finale, ma anche durante la crescita e il successivo sviluppo delle stesse».

Il tutto con lo scopo di far nascere intorno all’area museale

«…un motore che faccia da traino all’economia locale - conclude Di Novella -. Il museo, infatti, deve fare da attrattore per i turisti, in questo modo potrebbero risorgere le vecchie botteghe artigianali e i prodotti potrebbero essere venduti a chi ci viene a trovare».

A tutt’oggi, il museo è già un successo perché alla struttura da molti anni fanno capo ricercatori e studiosi interessati alla flora del Parco nazionale e da diverso tempo, in visita annuale, vi si recano anche studenti di medicina americani per approfondire i loro studi sulle erbe mediche. Presenze che contribuiscono a rendere il Museo delle Erbe un’eccellenza per il territorio cui guardare con estrema attenzione affinchè, proprio nell’ambito del compresorio, possano svilupparsi quelle professionalità capaci di ulteriormente incrementare le attività di una struttura la cui promozione di certo favorirebbe anche lo sviluppo socio - economico sul territorio.

articolo di Nicola Salati.